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“La Centuria Alata” è la cronaca della crociera aerea del Decennale, o crociera Nord Atlantica, che si tenne lungo il tragitto Orbetello-Chicago-New York-Roma tra il 1º luglio ed il 12 agosto 1933. Venne organizzata da Italo Balbo nel primo decennale della Regia Aeronautica e come occasione di propaganda per la Century of Progress, l'esposizione universale che si tenne a Chicago per il centenario di fondazione della città. Vi presero parte 25 idrovolanti SIAI-Marchetti S.55X, organizzati in 8 squadriglie. A bordo 52 ufficiali piloti, 1 ufficiale ingegnere e 62 sottufficiali specialisti.
La trasvolata atlantica si concluse con circa 20.000 km percorsi, il rientro in Italia di 23 velivoli, 1 idrovolante gravemente danneggiato per il drammatico ribaltamento durante l'ammaraggio nell'idroscalo di Amsterdam nella prima tappa, 1 velivolo perduto nel tragico incidente alle Azzorre (Baia di Horta) nelle fasi di rientro della crociera e 2 caduti.
L'idea di una seconda trasvolata risale ai mesi immediatamente successivi alla crociera aerea transatlantica Italia-Brasile (raccontata in “Stormi in volo sull’Oceano”). La prima idea proposta da Balbo fu quella di una circumnavigazione del globo, poi abbandonata per i costi e per le difficoltà rappresentate dalla situazione tra Giappone e Unione Sovietica. Si puntò quindi all'esposizione universale che si sarebbe tenuta a Chicago nel 1933.
Così come per la crociera aerea transatlantica Italia-Brasile, determinante, anche se non pubblicizzato, fu il supporto della Regia Marina. La nave Alice fece supporto logistico nella baia di Cartwright, con i sommergibili Balilla e Millelire, entrambi Classe Balilla, e le due dragamine Matteucci e Biglieri come radiofari.
I velivoli alla partenza erano 25; 24 organizzati in otto squadriglie da 3 velivoli ciascuna ed un velivolo di riserva, l'I-MARI. Il disegno della livrea era analogo per tutti i velivoli: livrea bianca con bordi colorati sull'ala e sulle derive, parte superiore delle fusoliere e delle cofanature colorati, ed un piccolo motivo con due "baffi" sulla parte superiore dell'ala. I colori erano quelli dell'Italia dell'epoca: verde, bianco, rosso e nero.
Le otto squadriglie erano identificate da un cerchio, o una stella, in uno dei quattro colori. Da qui le denominazioni delle squadriglie: Nera stellata, Nera cerchiata, Rossa stellata, Rossa cerchiata, Bianca stellata, Bianca cerchiata, Verde stellata, Verde cerchiata.
I singoli velivoli erano identificati dal simbolo della squadriglia ripetuto per 1, 2 o 3 volte. Il caposquadriglia aveva l'insegna con una sola stella, o un solo cerchio. Due e tre stelle, o cerchi, per gli altri velivoli. Questa insegna era riportata sugli alettoni e sulle derive, tranne per che per l'aereo di Balbo, che sulla deriva aveva l'insegna con l'aquila da pilota della Regia Aeronautica.
La formazione di volo prevedeva che i 3 aerei di ogni squadriglia si disponessero a "V", con una distanza di 500 m tra ogni squadriglia.
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